Dipingere e’ un modo di parlare di me
“Dipingere è un modo di parlare di me” Lo confessa Efrain Vidal, trentottene artista peruviano trasferitosi in Italia da un paio d’anni” “Quello che vorrei con la mia pittura – continua – è trasmettere chi sono, cosa penso, come vedo il mondo, i sentimenti che ho e che mi consumano”. I suoi oli esposti nella mostra “Quand le corps se fait ame”, ospitata nella saletta d’Arte della torre dei Signori, sono, infatti altrettante cicatrici colorate impresse dalla vita sul suo amico d’artista. A cominciare dalle due tele- “Il momento di racogliere i pensieri” e “Prima c’erano due tazze sul tavolo” – inspirategli dall’amico Max Tanzarella recentemente scomparso. ” La prima espiega – è stata dipinta quando era malato, e rappresenta un angelo a letto. Come in molti miei quadri c’è un sovvertimento delle leggi della fisica che riflette il fatto che ci sono tante cose in questo mondo che non riesco a capire. La seconda ricorda l’amicizia con Max, i momenti che non potremo più passare, nei caffe, a dissertare sulla vita”. Diplomato nel 1993 alla facolta d’Arte della Pontificia Universita Catolica di Lima, Vidal oltre che in patria, ha già esposto in Venezuela, Brasile, Stati Uniti, Spagna, Svizzera e Gran Bretagna. Il trasferimento in Europa ha cambiato profondamente la sua pittura, che si può inserire nel filone dell’espressionismo astratto. Gli europei sono più aperti rispetto, per esempio, ai nordamericani che vedono l’opera d’arte come un semplice prodotto.
“Da quando sono in Italia sono diventato più autocritico. Anche i colori che uso, pur rimanendo vivace, non agrediscono, ma metono maggiormente in risalto emozioni e stati d’animo”.
Gaetano Lo Presti
Periodista

